Cammino Lago Maggiore 2026: Ispra – Sesto Calende

IN CAMMINO con CONTROVVENTO TREKKING
Un cammino lungo un anno
- Descrizione tappa: https://www.camminolagomaggiore.it/tappa-orario/ispra-sesto-calende/
- Info e ISCRIZIONI: Controvvento Trekking

Questa tappa del giro parte da Capo Fornaci, a Ispra, e va ad imboccare la Passeggiata dell’Amore: una lunga passerella a pel d’acqua, suggestiva e frequentatissima nella bella stagione. Proseguiamo così fino al lido di Ispra.
Continuiamo sul piacevole lungolago, superando una fontanella solforosa e raggiungendo il muro di cinta di Villa Quassa, che ci costringe ad allontanarci dal lago. Poco dopo raggiungiamo l’ingresso maestoso della villa e continuiamo a costeggiarene il muro di cinta. Continuiamo fino a riavvicinarci al Maggiore, per continuare sul lungolago di Ranco, che costeggia il golfo della Quassa. Qui incontriamo il monumento naturale del Sasso Cavallazzo (o Cavallaccio, o ancora Sass Cavalàsc in dialetto): un masso erratico che affiora dall’acqua bassa del golfo e ricorda, nella forma, una testa equina.
Nuovamente ci allontaniamo dallo specchio d’acqua e ritroviamo un tratto asfaltato. Passiamo dal molo di Ranco, per poi risalire via al lago e giungere ai piedi del monte San Quirico e procedere fino alla cima, con la chiesetta di San Quirico.
Procediamo finché in alto, alla nostra destra, avvistiamo la splendida rocca di Angera, poi continuiamo tra le case del centro fino allo splendido parco del lungolago di Angera.
Attraversiamo il prato, con lo sguardo verso l’isolino Partegora, al centro del golfo di Angera, e l’oasi della Bruschera, che costituisce la sponda opposta. Alle nostre spalle possiamo ammirare la rocca, sopraelevata a mo’ di vedetta sull’abitato e sul lago.
Ci manteniamo tra l’abitato e la vegetazione lacustre fino ad entrare nell’oasi della Bruschera. Procediamo nell’area umida, svoltando a destra per esplorarla con un piccolo giro. Qui, nel 1776, Alessandro Volta scoprì le proprietà dell’aria infiammabile delle paludi, ovvero il metano.
Camminiamo poi per un lungo tratto in un’area agricola, tra campi e piccole aree boscate, fino ad attraversare la SP69 per imboccare una sterrata nel bosco, che ci conduce all’ingresso della vecchia Polveriera di Taino.
Proseguiamo ancora nel bosco, fino al Sass de Preja buia.
Siamo circondati dal bosco e, tra poco, dai campi, ma ci troviamo già alle porte di Sesto Calende. Continuiamo fino alla strada, oltre la quale sorge la bella chiesetta di San Vincenzo. Da qui procediamo su asfalto fino a raggiungere la bella Abbazia di San Donato, a Sesto Calende. Proseguendo ancora dritto possiamo raggiungere la stazione ferroviaria e quella parte di centro abitato che si affaccia sull’acqua. Ma attenzione, da questo punto, non si tratta più del lago maggiore, bensì del fiume Ticino, suo emissario.